24 giugno 2017

Recensione: Le luci nelle case degli altri di Chiara Gamberale


Buongiorno readers e buon sabato! Oggi vi parlo di un libro che mi è stato assegnato dalla Challenge che sto seguendo.

Mandorla è la bambina felice di una ragazza madre piena di fantasia. Maria, la mamma, lavora come amministratrice d'immobili e ha lo speciale dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti sedute di terapia di gruppo... Quando un tristissimo giorno Maria muore cadendo dal motorino, i condomini di via Grotta Perfetta 315, quelli che più le volevano bene, scoprono da una lettera che proprio nel loro stabile la piccola Mandorla è stata concepita... ma su chi sia il padre, la lettera tace. Proprio perché con tutti Maria sapeva instaurare un legame intenso, nessun uomo tra i condomini si sente sollevato agli occhi degli altri dal sospetto di essere il padre di Mandorla. È così che verrà presa la decisione di non fare il test del DNA su Mandorla, che verrà adottata dalla sola condomina single ma crescerà vivendo a turno in ciascuna delle famiglie di via Grotta Perfetta: un piccolo grande caleidoscopio dei modi di “fare famiglia” oggi. Ma per Mandorla sapere chi è il suo vero padre si farà sempre più irrinunciabile...

Titolo: Le luci nelle case degli altri
Serie: Autoconclusivo
Autore:Chiara Gamberale

Editore: Mondadori
 Genere: Romanzo contemporaneo
Pagine: 408
Pubblicazione: Ottobre 2010
Luogo: Roma
Periodo: anni // flashback

 

Il fenomeno di Chiara Gamberale è esploso da qualche anno ma io personalmente non avevo mai letto nulla di questa autrice. Mia mamma e la mamma del mio moroso hanno letto se non tutti gran parte dei suoi libri ma a me non ispirava proprio. Mi è stato assegnato questo libro e quindi ho deciso di dargli una possibilità.

Una mattina di dicembre 1999, l'amministratrice di un palazzo romano in via Grotta Perfetta muore improvvisamente in un incidente stradale. I suoi condomini organizzano un rito civile per il suo funerale e iniziano a occuparsi di Mandorla, la figlia di sei anni orfana della donna. In una lettera che Mandorla consegna proprio quel giorno a Tina, un'abitante del palazzo, viene svelato che il vero padre della bambina è un abitante del palazzo. Siccome nessuno vuole che la propria vita venga sconvolta dal test di paternità, si decide per l'affido a Tina che rimarrà la sua tutrice ma Mandorla vivrà a rotazione nei 5 appartamenti dello stabile. Inizierà così la vita di Mandorla con le diverse famiglie dello stabile e arriverà fino al liceo, con i pensieri di lei diciottenne e un fatto sconvolgente che solo alla fine si capirà.

Il romanzo è narrato da Maria adolescente che ripercorre dalla cella del carcere in cui è rinchiusa, la sua vita da bambina con i suoi desideri, sogni, sentimenti, pensieri e dubbi. A Mandorla manca la mamma ma il suo pensiero ricorrente è il suo papà, di cui non sa nulla e continua a domandarsi per ciascuno degli abitanti se è proprio lui.

E' stato molto difficile leggere questo libro. Per prima cosa i salti temporali mi spiazzavano e cambiando ogni volta la narrazione mi perdevo. Si passa dalla prima persona di Mandorla adolescente, alla terza persona nei flashback. Ci sono un sacco id personaggi caratterizzati bene e molto strambi ma quando sono troppi e il romanzo è così particolare io mi perdo. Considerando anche che non è il mio genere preferito posso dire che si legge tranquillamente ma che non è un libro che fa per me. Come ripeto sempre, è un mio giudizio personale, forse dovuto anche al fatto di non averlo scelto io e quindi di non essere nell mood giusto per affrontarlo. Speriamo nel prossimo libro.

A presto
Kris

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