06 giugno 2017

Recensione: L'isola delle Farfalle di Corina Bomann


Buongiorno readers! Oggi vi parlo della mia ultima lettura appena terminata. E' solo un caso che io scriva la recensione subito ma sono quasi agli sgoccioli della challenge e non vorrei perdere la recensione per strada.
 
È un triste risveglio per la giovane avvocatessa berlinese Diana Wagenbach. Solo la sera precedente infatti ha scoperto che suo marito l’ha di nuovo tradita e, come se non bastasse, una telefonata dall’Inghilterra la informa che la cara zia Emmely ha le ore contate e che vorrebbe vederla un’ultima volta. Non le resta che fare i bagagli e prendere il primo volo verso l’antica dimora di Tremayne House, dove i suoi avi hanno vissuto per generazioni. Diana non può sapere che cosa l’attende, non sa che in punto di morte zia Emmely le sta per consegnare un terribile segreto di famiglia, custodito gelosamente per anni. Come in un rebus, con pochi, enigmatici indizi a disposizione – una foto ingiallita che ritrae una bellissima donna di fronte a una casa tra le palme, una foglia incisa in caratteri misteriosi, una bustina di tè, una vecchia guida turistica –, a Diana è affidato il difficile compito di portare alla luce che cosa accadde tanti anni prima, nel lontano Oriente, a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle. Qualcosa che inciderà profondamente anche sul suo destino…

Titolo: L'isola delle farfalle
Serie: Autoconclusivo
Autore: Corina Bomann
Editore:
Giunti
 Genere: Romanzo contemporaneo
Pagine: 512
Pubblicazione: Novembre 2012
Luogo: Londra / Vannattuppucci

 
Dovendo leggere un libro con Farfalla nel titolo o sulla cover, ne avevo iniziati moli ma nessuno mi prendeva poi ho trovato questo, l'ho iniziato e non l'ho più lasciato.

La storia si apre con un prologo. Ci troviamo a Londra nel 1945 durante la Seconda Guerra Mondiale, una giovane donna sporca, affamata e vestita di stracci si presenta in quella che una volta era una dimora di una famiglia ricca. Le due donne che ci vivono, Deidre e sua figlia Emmely Woodhouse, ospitano anche un ospedale da campo e sono un pò restie a concederle un tetto sopra la testa, ma la donna si dichiara essere la nipote di una cara amica della padrona di casa e così Beatrice riceve ospitalità per lei e la creatura che porta in grembo.

Il libro poi ci riporta in Germania nel 2008 con la protagonista del romanzo Diana, una donna di trentasei anni, che scopre suo marito Philipp con l'amante giusto la sera prima di ricevere la telefonata del maggiordomo di sua zia Emmely che la informa del secondo ictus di sua zia e che deve partire per Londra immediatamente. Emmely non è propriamente sua zia, ma è la donna che ha cresciuto Johanna, sua madre dopo che Beatrice era morta di parto nel dopoguerra (quella del prologo). Per tirare le fila di questa famiglia ho dovuto scrivere tre pagine di appunti perchè se no non capivo più nulla dopo le prime righe. Proprio questa confusione di nomi, parentele e famiglie mi stava facendo perdere l'entusiasmo ma il bello arriva quando Diana incontra la zia dopo ben 5 anni dall'ultima volta. In punto di morte la donna le chiede di scoprire un segreto di famiglia e per questo dovrà farsi aiutare dal fidato maggiordomo. Tra oggetti, libri e messaggi Diana partirà alla ricerca di questo segreto da scoprire e non resterà solo a Londra, ma si recherà anche in un paese straniero in cui non è mai stata. Il segreto verrà svelato solo alla fine del libro ma se qualcuno è più abile di me, potrà scoprirlo anche prima durante la lettura.

Il libro mi ha incuriosito fin dall'inizio e se questo succede vuol dire che alla fine è una lettura che porterò a termine. Molto spesso trovo libri che già dalla prima pagina si capisce tutto il libro e quindi mi scoraggio. Il fatto che subito all'inizio ci sia un ingarbugliamento di tanti personaggi ha acceso la mia curiosità. Vedendo poi che il linguaggio era semplice e lo stile scorrevole mi sono tuffata in questa lettura particolare. Il libro è un bel volumetto di 500 pagine e la scrittrice tende a descrivere qualsiasi cosa con molta cura e con tutti i particolari possibili e immaginabili. Questo è un pò un neo del romanzo. La troppa lunghezza e alcune scene che non sono utili ai fini del racconto potrebbero far perdere la voglia al lettore di terminare il libro.

Io ne sono rimasta piacevolmente colpita soprattutto per la parte del viaggio in questa località particolare, diversa da solito. Nel romanzo ci sono due storie intrecciate. Infatti ci viene narrata la storia di due sorelle che da Londra, si sono recate insieme a tutta la famiglia in una colonia delle Indie Orientali, dove il padre aveva ereditato una piantagione. Ed è proprio qui che la nostra Diana dovrà recarsi per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e scoprire il segreto. In quest'isola a forma di farfalla, ci verranno rivelati i segreti delle piantagioni e dei diversi the e per un'amante di questa bevanda come me, è stato un piacere leggere le parti dedicate.

E' uno dei pochi romanzi narrati in terza persona che ho letto ultimamente e ho fatto un pò di fatica ad abituarmici, essendo abituata sempre alla prima persona. Non date per scontata la storia, questo romanzo saprà stupirvi davvero perchè in tutta la ricerca della protagonista ci viene narrata una storia diversa ambientata in un epoca particolare e che farà di questo romanzo un piccolo capolavoro.

Ve lo consiglio per leggere qualcosa di diverso, visto la particolarità ed essendo ben scritto è anche piacevole da leggere.

A presto
Kris

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