07 aprile 2017

Recensione: 25 grammi di felicità di Massimo Vacchetta


Buongiorno lettori e ben tornati qui sul blog! Oggi vi parlo di un libro per me dolcissimo ma a tratti talmente triste da piangere come una fontana. Purtroppo i libri con animali per me sono devastanti, non vi dico quando ho letto Io e Marley...devasto totale.

"Ma perché lo fai? Cosa ti rendono i ricci?" "Mi rendono felice." "Te ne potresti occupare tu per questi due giorni?" Inizia più o meno così l'amicizia tra Massimo, veterinario specializzato nei bovini, e un riccetto orfano. Il cucciolo ha pochi giorni, è tutto rosa, e ha sul dorso una corona di aculei bianchi e morbidi, un po' scomposti. Pesa solo 25 grammi e pigola piano: ha fame, o freddo, o forse si sente solo. Un pianto tanto disperato che scalfisce la corazza di abitudini e apatia che Massimo si è costruito. È così che Ninna - sì, perché il riccetto spettinato si rivela una femmina - stravolge la sua vita con la forza della sua personalità. È curiosa e appena "annusa" novità si affaccia dal suo rifugio; è giocherellona, e si diverte a rovesciare con il naso la ciotola dell'acqua; è affettuosa e lo lecca pazza di gioia dopo una lunga assenza. Però è anche un animale selvatico e reclama la sua libertà: la gabbia le va sempre più stretta e la sua felicità è fuori nei boschi. In questo libro, Massimo Vacchetta racconta lo straordinario incontro che lo ha aiutato a uscire da un periodo buio e gli ha dato un nuovo scopo: creare un centro di recupero per i ricci, una specie minacciata dalla nostra disattenzione, e aiutare gli esemplari in difficoltà. Come Trilly l'impenitente dongiovanni, o la fragile Lisa che ha conquistato tutti con il suo sguardo, o Zoe che ha saputo resistere a ogni colpo. Animaletti feriti, maltrattati, indifesi, ma in grado di trasmettere una grande voglia di vivere.

Titolo: 25 grammi di felicità



Autore: Massimo Vacchetta con A. Tomaselli


Editore: Sperling & Kupfer


Genere: Biografia
Pagine: 193

Data di uscita: Ottobre 2016
 Luogo: Piemonte

Periodo: un paio d'anni circa



Il libro mi ispirava un sacco perché io non riesco a uccidere nemmeno le zanzare. Sono fatta così, piuttosto cerco di ridare la libertà a chiunque, cimici e mosche comprese. D'estate sfamo ricci e ranocchi in giro per il giardino ma di cuccioli io non ne ho mai trovati e spero continui così. Questa mattina mentre andavo al lavoro ho trovato una piccolissima lumachina sul marciapiede. Presa e messa nel prato prima che passasse il pedibus con 40 piedi di bambini e splash. Per questo ho trovato questo libro cosi speciale che l'ho letto in poco tempo e gioivo quando andava bene ma piangevo come una disperata quando andava male. La storia è la storia vera di Massimo, un veterinario che decide dopo la sua esperienza di fondare un centro per ricci in Piemonte. In queste poche pagine, una giornalista ripercorre proprio i momenti da poco prima che avesse l'idea alla sua realizzazione finale e oltre. Massimo è un veterinario esperto in gravidanze e ginecologia di bovini adulti ma davanti a un cucciolo di riccio di pochi grammi il cuore prende una nuova direzione e quindi ci racconta di come quel batuffolo gli ha cambiato la vita e di come poi ne siano arrivati uno dietro l'altro, ognuno un po' speciale ma soprattutto bisognoso.

Finito il libro dopo aver versato lacrime su lacrime volevo dedicarmi anche io alla cura di questi animali ma il mio moroso si è messo a ridere. Poco importa, anche senza di lui continuo a offrire cibo e cure a questi piccoli animaletti estivi che van di prato in prato nei mesi più caldi da aprile a settembre. La storia ci racconta come anche un piccolo animaletto selvatico può affezionarsi all'uomo e affidarsi a lui totalmente. I protagonisti sono tanti e ognuno ci tiene compagnia chi in quasi tutte le pagine chi per poche perché non tutti ce la fanno. I casi più disperati non arrivano alla libertà dopo le cure e qui per me era straziante. E' più forte di me, ma quando leggo queste cose mi parte la lacrima e ciao. Il linguaggio è semplice ed è una lettura scorrevole per un pomeriggio o una sera diversa.

Io lo consiglio a tutti perché anche una persona con il cuore di pietra secondo me lo può trovar bellino. Ai deboli di cuore come me, lo consiglio a loro rischio. Non ci sono scene crude o dure ma semplicemente il corso della vita può portare a volta alla morte anche prematura. Ora direi un bel libro felice e contento dove non muore nessuno così mi riprendo.

A presto 
Kris

2 commenti:

  1. Bello, bello, condivido la tua recensione.
    un libro molto dolce

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  2. A tratti anche triste...non come Io e Marley ma ho pianto anche con questo :(

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