15 dicembre 2017

Recensione: Storia di una ladra di libri di Markus Zusak

Buongiorno Readers e ben tornati qui sul blog. Oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha fatto piangere ma piangere come non mi capitava da tempo.

È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.

 Titolo: Storia di una ladra di libri
Serie: Autoconclusivo
Autore: Markus Zusak
Editore: Frassinelli
Genere: Romanzo Storico
Pagine: 563
Pubblicazione: Febbraio 2014
Periodo: qualche anno

 

Un libro che ho amato alla follia, nonostante sia stato un romanzo che mi ha fatto piangere e che tratta sempre la tematica del nazismo. 
La piccola Lisel è una bambina come tante che vive nelle Germania nazista dove tutto è controllato ed esistono regole per qualsiasi cosa. Lisel vive con i suoi genitori e frequenta la scuola con i suoi amici ma ha una passione pericolosa, le piacciono i libri. Inizia con il rubarli prima dei roghi in piazza o rubando quelli che si salvano dalle fiamme. Poi li prende dalla biblioteca del sindaco dove si reca a casa per fare le consegne alla moglie. Il suo padre adottivo gli insegna a leggere e così nasce il suo amore per questi romanzi che la aiutano a fuggire dal mondo di crudeltà che la circonda. Un giorno a casa sua arriva un ospite, ma un ragazzo qualsiasi, un ebreo. 

Lo stile dell'autore è scorrevole, ricercato ed elegante e non è il solito mattone ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale. Ovviamente dopo aver finito il libro, ho recuperato il film e ho pianto ancora di più. Diciamo che ecco non è una lettura da fare se avete già l'umore a terra perchè è una storia strappalacrime. Davanti alle tragedie della vita, in questo caso della storia, esiste sempre qualcosa che possa dare un minimo di felicità e la bambina di questa storia lo fa nelle parole dei libri che trova e legge di nascosto... un pò come tutti noi dipendenti dai libri. in fondo troviamo il piacere nella lettura e questo ci regala sempre un pizzico di felicità. Io lo consiglio a tutti perchè è un romanzo davvero bellissimo e una storia commovente anche per i cuori più freddi.

A presto 
Kris

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