12 dicembre 2017

Recensione: La ragazza delle Arance di Jostein Gaarder

Buongiorno readers! Oggi vi parlo di un altro libro per la challenge... insomma siamo agli sgoccioli e devo sbrigarmi a leggere ma soprattutto a scrivere visto che sono già tutti libri che ho terminato già da qualche giorno.

Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggior parte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gli aveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio la potesse trovare una volta grande. In questa lettera il padre, Jan Olav, racconta la storia della "ragazza delle arance", una giovane con un sacchetto di arance incontrata un giorno per caso su un tram di Oslo e subito persa. Per Jan è un colpo di fulmine. Georg si appassiona a questo racconto, che si accorge riguardarlo molto da vicino e che pian piano gli svela ciò che è accaduto prima della sua nascita; un racconto attraverso il quale la voce del padre lo raggiunge da lontano facendolo riflettere sul senso della vita.





Titolo: La ragazza delle arance
Serie: Autoconclusivo
Autore: Jostein Gaarder
Editore: Tea

 Genere: Narrativa
Pagine: 196
Pubblicazione: 2004
Luogo: Oslo
 
 
Un libro di un autore norvegese non lo leggevo da un pò e devo dire che non ne ho letti tanti in vita mia. Hanno uno stile particolare e quindi risultano molto intensi. Questo libro non è da meno, porta a riflettere e tanto sulla nostra esistenza. Georg ha quindici anni quando trova la lettera del padre che non c'è più. In questa lettera Jan racconta al figlio una storia d'amore per una ragazza ai tempi dell'università. Jan la incontra la prima volta quando è sul tram e per paura che cada durante una brusca frenata la sostiene facendole perdere però il sacco che trasporta delle arance. Il ragazzo dispiaciuto non si da pace nei giorni seguenti e la cerca, rincontrandola un'altra volta e anche qui non va niente per il verso giusto e la ragazza scappa di nuovo con il suo sacchetto di arance e per di più in lacrime.

Lo scrittore fa si che il lettore si ponga delle domande che portano a riflettere in un vortice di emozioni, dalle più tristi alle più felici. Il libro è intenso, sia nella storia che ci viene narrata, sia nei sentimenti. E' un romanzo breve che si legge in una giornata ma che comunque risulta ben più lungo di quello che realmente è. Lo stile dell'autore è molto semplice, in quanto la lettera è destinata ad un ragazzo e quindi il tutto è scritto in maniera scorrevole ed elegante ma non troppo sofisticata. La storia d'amore che ci viene narrata è lunga e tortuosa e il finale è davvero straziante, in quanto il padre si sente in colpa per aver messo al mondo un figlio e doverlo abbandonare prima del tempo da bambino per la malattia. Ecco il padre chiede al figlio se avesse saputo il suo futuro, suo figlio avrebbe voluto nascere lo stesso? 
E' un libro che fa riflettere molto e ti porta a fare considerazioni profonde sul senso della vita. Non è un romanzo leggero ma io lo consiglio davvero a tutti. 

A presto 
Kris

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