12 marzo 2017

Recensione: Il cavaliere d'inverno di Pauline Simmons


Buongiorno lettori! Ebbene è giunto il momento che io vi parli di questo libro.. son senza parole

Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta suvbito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

Titolo:Il cavaliere d'inverno
Serie: Il cavaliere d'inverno #1
Autore: Paullina Simons
Editore: Rizzoli/Bur
Genere: Romanzo Storico
Pagine: 700
Pubblicazione: 2003
Luogo: Leningrado
Periodo: Seconda Guerra Mondiale
 

La storia inizia con la presentazione di Tatiana Mentova e della sua famiglia, proprio durante l'annuncio dell'invasione da parte dei tedeschi della loro patria, la Russia. Ci troviamo a Leningrado nel 1941, Tatiana ha diciassette anni, come il suo gemello e una sorella più grande. Vivono con i loro genitori e i nonni paterni. Dasha, la sorella maggiore, racconta a Tatiana del suo nuovo amore. Ne ha uno diverso ogni giorno ma questo Tatiana capisce che è davvero particolare. Nel frattempo con la guerra in arrivo i genitori decidono di mandare il loro unico figlio maschio al campeggio per evitargli il fronte. Lo stesso giorno Tatiana esce per trovare provviste e si imbatte in un giovane ufficiale che la colpisce in modo particolare. Lei, ancora bambina, non abituata a notare gli uomini, ha notato questo giovane per la sua bellezza e per il suo fascino. E' il loro primo incontro che cambierà completamente le loro vite.

La storia vede l'evolversi dei protagonisti, soprattutto Tatiana. Da giovane adulta, fresca e immatura, la ritroviamo testarda, coraggiosa che si fa carico di tutta la famiglia e per questa prenderà decisioni importanti. La vediamo distruggersi per l'amore e la passione provati per il suo bello ma nonostante questo distrutta anche per il dolore che questo comperterà alla sorella. Dasha infatti sta insieme proprio ad Alexander e Tatiana è pronta a rinunciare al suo unico, grande amore in nome dell'affetto che la lega a sua sorella. Vedremo sullo sfondo la disperazione per la guerra, le vittime, il dolore, la povertà e la fame che si allargano dalla periferia alle città più ricche, come Leningrado. C'è amore, passione e vita ma anche tradimenti, dolore e morte, il tutto in un susseguirsi di pagine e pagine che scorrono.

Questo è stato il mio primo e vero romanzo di un certo spessore. Non mi piace leggere "cose pesanti" o mattoni infiniti. Per la challenge ho dovuto scegliere questo libro e ci ho messo un mese abbondante a finirlo. Ho letto anche altro oltre a questo ma c'erano dei pezzi che mi facevano passare la voglia di leggere. All'inizio del libro non mi aspettavo una scrittura così semplice e ne sono rimasta affascinata. Ho segnato un sacco di frase di cui mi sono innamorata con i post it colorati. Non lo faccio mai ma proprio mai. Leggevo pagine e pagine, a volte anche solo di descrizioni perchè la Pauline ha uno stile molto preciso e descrittivo, ma poi ho iniziato a provare fastidio per le figure maschili. Non mi piacevano e questo non faceva che rendere peggiore la mia lettura. All'inizio non capivo Alexander e lo trovavo rivoltante, stessa storia per Dimistri, il suo compagno. So che siamo in un'altro periodo storico, in un'altra nazione e con abitudini diverse, ma un uomo viscido rimane un uomo viscido. Non riuscivo proprio a farmeli andare a genio e per questo abbandonavo il libro. Poi lo riprendevo e andavo avanti un centinaio di pagine per poi ripiombare nello sconforto. E' stata una lettura difficile ma perchè non ero dell'umore giusto per leggerlo. Sono convinta che leggendolo in un altro periodo più soft sicuramente lo apprezzerei di più. Sinceceramente non so se fermarmi a questo o leggere anche i due seguiti, visto le opinioni negative che ho sentito in giro. Di certo prima di leggere quelli, se mai deciderò di farlo, devo rileggere questo. Sento di non averlo apprezzato a pieno. Mi sento come se mi mancasse un pezzo: perchè tutti l'hanno trovato bellissimo e io solo positivo? C'è qualcosa che mi sfugge. Forse l'averci messo così troppo tempo mi ha fatto perdere dei passaggi che sono fondamentali...non so.

Per la serie mai una gioia, io ho comprato tantissimi anni fa la versione della Bur con una fascetta rossa disegnata proprio sulla cover. Giustamente è uscito solo il primo così e gli altri tomi no. Ora esiste una versione economica sempre della Bur, tutti perfettamente alti uguali ma sono più alti di quella che ho io. Perchè fanno così? Cosa ci guadagnano a cambiare i libri in corsa o a pubblicarli in edizioni differenti? Io non capisco...

A conclusione, di questo mio discorso senza senso ammetto di volerlo rileggere ma in un periodo diverso, con un umore diverso e soprattutto senza le pressione del devo finirlo per forza. Ho notato che ultimamente il giudizio di un determinato libro varia in base al mio umore del periodo. Se sono su apprezzo di più tutto quello che leggo. Se sono giù o di cattivo umore, o nervosella, non apprezzo mai i libri e anzi non fanno che peggiorare il mio malumore se non mi piacciono. Forse mi devo preoccupare...

Questa recensione l'ho scritta durante il week end e quindi è fresca fresca, tutte le altre che stanno uscendo sono di qualche giorno fa, visto che le ho programmate per bene sapendo che avrei avuto molto da fare. Non so forse avrei dovuto aspettare qualche giorno e chiarirmi bene le idee su questo amore così travolgente e passionale che io non sono riuscita ad apprezzare.

A presto 
Kris

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